Follow us on:

venerdì 21 ottobre 2016

Coscia di tacchino e patate arrosto

Sono oberato di lavoro ed impegni. Ed anche quando uso il barbecue, mi ci vogliono due giorni prima di poter avere un attimo libero per scrivere sul forum.
Veniamo a noi. Due giorni fa ho fatto le patate arrosto sul Q e mi sono venute bene, c'ho fatto una sovraccoscia di tacchino e inzomma, devo dire che non è niente di che.

Diciamo che provare questo arrosto è stato un tentativo. Mia madre fa la sovraccoscia di tacchino tipo spezzatino e la fa arrosto in padella con le patate. Io ho voluto provarla intera sul barbecue elettrico: ho usato solo rub, niente unguenti.

Tirata fuori dal frigo circa due ore prima della cottura, l'ho cosparsa ben bene di Pit Beef Rub e ho preparato le patate mentre il rub faceva il suo lavoro di insaporimento. Forse ad averlo messo magari per 7-8 ore sarebbe stato meglio.

Pure le patate le ho fatte usando il Pit Beef Rub. Sbucciate e tagliate a cubetti, le ho messe in una teglia antiaderente piccola con il rub e l'olio e pure un po' d'acqua. Il Q l'avevo impostato per una cottura indiretta alla massima temperatura (190°C circa nel forno) e così le ho lasciate per quasi 45 minuti dentro prima di mettere la coscia.
Vanno girate ogni 15-20 minuti circa, mi raccomando.

Poi, passato un po' di tempo, di lato alle patate ho messo la coscia di tacchino e dall'altro lato i miei legnetti da affumicatura (Quercia, per l'occasione), a bruciare direttamente sopra la griglia.


L'obiettivo era arrivare a 75°-78°C al cuore, nel punto più vicino all'osso della sovraccoscia. Mi ci è voluta circa un'ora.

Nel frattempo cuocevano anche le patate, insomma ho preso due piccioni con una fava. Le patate diciamo che sono pronte quando le ritenete pronte: a me piacciono quando arrivano a quel punto in cui dentro sono ancora abbastanza morbidine, ma fuori han fatto la crosticina. C'è chi le preferisce più o meno cotte, quello lo vedete voi. Quando per me erano cotte e con le crosticine (vedi foto a destra, anche se non si vedono bene erano croccantine) le ho tolte.


Oltre a questo ho tolto immediatamente anche tutta l'impalcatura per la cottura indiretta ed ho deciso di mettere la coscia in cottura diretta sulla griglia per poterle dare un po' di bark finale con il calore intenso della cottura diretta.
In pratica l'ho girata ogni 2-3 minuti fino a che il termometro non segnava una temperatura interna di 76°C. Tutto ovviamente e rigorosamente a coperchio chiuso.


Una volta pronta, andiamo all'assaggio: le patate erano buone, devo dire che hanno preso addirittura un po' di smoking flavour, anche se ad essere sinceri il Pit Beef Rub come condimento per le patate arrosto mi ha un po' stuccato. Forse meglio il sapore più rustico della Droga di Mia Suocera...

La coscia, beh, che dire. Carne cotta alla perfezione, per carità, ma un po' come altri piatti di Tacchino al barbecue non è che mi sia piaciuta un gran che. Forse poco smoking flavour a causa del dry rub (va unta con un po' di burro o va fatta un'affumicatura decente in Low&Slow prima di arrostirla?) per non parlare poi del sapore in sè che era da zero a zero.
Una cena normale, non penso che la ripeterò.


RICETTA: Coscia di Tacchino arrosto


INGREDIENTI (2 persone):
- 1 sovraccoscia di Tacchino;
- Pit Beef Rub, Rub di mia suocera o Poultry Rub.

PREPARAZIONE:
- Pulire la sovraccoscia da grassi e pelle in eccesso;
- Cospargere di rub la sovraccoscia.

TEMPO DI COTTURA: 45-60 minuti.
COTTURA:
1) Preparare il barbecue elettrico per una cottura indiretta a temperatura massima;
2) Se si desidera affumicare con legno di Melo, Quercia o Pecan;
3) Mettere la sovraccoscia in cottura indiretta fino a circa 72°C al cuore;
4) Spostare in cottura diretta girandola spesso per fare la crosta;
5) É pronta quando arriva a 78°C al cuore.

SERVIRE CON:
Patate;
Verdure grigliate;
Pannocchie grigliate.


Articoli Correlati:
Coscia di tacchino e patate arrosto

sabato 15 ottobre 2016

Delle alette di cui essere orgogliosi

Le ho elogiate come le "Star del barbecue" dieci giorni fa, e non avevo torto. Le ho fatte un po' per caso, volevo fare qualcosa di buono per cena alla mia signora che oggi lavorava 12 ore, e nel banco c'erano queste confezioni di ali di pollo di piccole dimensioni, che ho deciso di fare stasera.

La preparazione è stata molto semplice. Due ore prima di cuocerle le ho inondate di Pit Beef Rub (ormai ufficialmente il mio rub universale per la carne) e olio d'oliva.
Stavolta però le ho tagliate in maniera diversa: non solo ho eliminato le inutilissime manine, ma ho pure diviso il braccio dall'avambraccio. Una mossa che sotto alcuni punti di vista si è rivelata vincente, ma che ha pure dei piccoli problemini.

Insomma, la tecnica di cottura delle alette è assodata, ma vi rivelerò che ho fatto una modifica molto importante che mi ha fatto arrivare ad un risultato che potrei definire il risultato definitivo.

Si prepara il Weber Q1400 per una cottura indiretta a temperatura massima: teglia per isolare il calore, griglia accessoria ed inevitabilmente legnetti per un po' di affumicatura. Per l'occasione scelgo quello che per me è il miglior legno per cucinare il pollo, il top con le alette: il Melo.

L'affumicatura e la cottura indiretta vanno di pari passo per circa 40 minuti, e poi smonto tutto. Qua si verifica il punto debole del taglio dell'ala di pollo in due parti: c'è molta più roba da levare dalla griglia, e di conseguenza molta più roba da rimetterci: bisogna essere veloci, sennò si fredda il barbecue (in questi giorni da me c'è vento e pioggia e temperature in calo quasi invernali) e si fredda la ciccia.
Tolgo, levo tutta la struttura, abbasso il termostato a livello 5, e metto le alette in cottura diretta a coperchio chiuso.


Il ritardo da lavoro della mia signora mi ha costretto ad allungare i tempi di cottura diretta: invece di 15 minuti ce ne sono stato 25. Le ho girate ogni 5 minuti circa, ma la cottura prolungata ha creato un'ottima disidratazione della pelle che è diventata secca e croccante.

Questo, insieme al sapore del Rub e dell'affumicatura (non eccezionale, ma un po' di smoking flavour c'era), ha contribuito ad una cenetta coi fiocchi.
Le alette di stasera sono state in assoluto le ali di pollo che mi sono venute meglio. Pelle croccante, carne perfettamente cotta. Non so se riuscirò a fare di meglio. Chissà!
Però, che spettacolo!




venerdì 14 ottobre 2016

Il coniglio sull'Ariete

Come ho già raccontato in altri post, mio suocero possiede un Ariete Churrasco, il top di gamma dei barbecue elettrici di marca Ariete, di cui ho già fatto una recensione accurata. Dato che pure lui è un electric griller (e non solo) parecchio assuefatto all'utilizzo di questi attrezzi speciali, lo accende spesso e spesso ci confrontiamo.

A questo giro ha deciso di cucinare un coniglio intero. Lui l'ha rubbato bene bene con il Rub di mia suocera, e lo ha messo in cottura diretta con il termostato al massimo. Mi dispiace per le foto ma a casa di mio suocero mica mi porto la macchina fotografica...e la fotocamera del mio cellulare è una schifezza. Oltre tutto non ho potuto fotografare troppo perchè sennò sembra di essere quello che fa le foto tipo i giapponesi quando vanno in vacanza.


Insomma, veniamo alla cottura: come al solito l'Ariete, grill elettrico senza coperchio, cuoce alla grande ma con i limiti di un barbecue elettrico senza coperchio: la cottura è solo dal basso, non avviene per la convezione dell'aria calda mantenuta come un forno dal coperchio, e quindi il coniglio riceveva solo calore direttamente dalla resistenza.

Questo ovviamente, viste le dimensioni della bestia, ha costretto mio suocero a tagliare il coniglio in pezzi, per cuocerlo meglio e più velocemente: infatti, quando l'ha girato per intero, solo la schiena del coniglio toccava la griglia, mentre gli arti anteriori e posteriori erano praticamente dritti e quindi non si sarebbero cotti mai.


Qua sopra vedete il coniglio quasi a fine cottura. Che schifo di foto...
Tuttavia, devo dire che l'esperienza del suocero si è rivelata cruciale. Una volta tolto dal barbecue, la carne non solo era perfettamente cotta, ma si è mantenuta soffice pure in quelle parti tipo la lombata dove di solito il rischio di cuocere troppo è molto alto.

Una buona cena. Stavolta il Churrasco ha fatto il suo lavoro alla grande.

domenica 9 ottobre 2016

Fare bella figura con gli ospiti: la Raclette

Se volete invitare degli ospiti a casa e volete far loro qualcosa di particolare e di particolarmente conviviale, oltre alle varie preparazioni che potete eseguire con un barbecue elettrico, un'idea può essere preparare la tavola per una Raclette.

Come già detto in un'altro articolo, il Raclette è un formaggio svizzero che si fonde facilmente. Le piastre da Raclette sono degli ottimi barbecue elettrici "da interni", ovvero potrete usarli come piastre elettriche su cui cucinare la ciccia, mentre sotto ovviamente ci vanno le palettine per far sciogliere il formaggio.

Per quanto riguarda la preparazione della sera scorsa, ho seguito la ricetta classica. Ovvero, le ricette classiche, senza metterci niente di mio.
Ho preparato degli sfilaccetti di carne, perchè la griglia è solo 1000 Kw e quindi non scalda così tanto da poterci cuocere sopra delle bistecche. Quindi, sfilaccetti di carne, che cuociono velocemente e non hanno bisogno di temperature violente per cuocere bene.

In questa occasione sono andato sul sicuro: prima ho tagliato a fettine un chilo di Sorra di manzo, l'ho oliato bene il tutto e li ho lasciati a marinare con il Pit Beef Rub. Poi, il pollo, ma ho avuto una grande idea: siccome il petto fondamentalmente è stopposo, ho optato per fare degli sfilaccetti con delle sovraccosce. Costano di meno e sono più buone. Marinata con olio d'oliva e Magic Dust Rub, e via con le altre preparazioni. 
Non avendo voglia di accendere il Q, ho preparato delle Patate al cartoccio (vedi foto a destra) nel forno di casa. Si possono fare anche lì ed il risultato è praticamente uguale: 180°C per 50 minuti e sono pronte.

Prima che arrivassero gli ospiti, aimè utilizzando i fornelli, abbiamo preparato delle Melanzane grigliate, giusto per aumentare un po' i contorni a disposizione. E poi, quando sono arrivati, gli abbiamo spiegato come funziona la Raclette.

É iniziata così la nostra cena. Io credo che cucinare mentre si cena (e non prima) sia molto carina come idea, diciamo che rende la cena un po' speciale e ne aumenta la convivialità.
C'è da dire che mettere formaggio fuso sulle patate al cartoccio e sulla carne marinata è una cosa che non può non piacere. Infatti i nostri amici hanno mangiato come dei maiali, e non perchè abbiamo insistito ma perchè si sono innamorati del Raclette, della Raclette, e di quello che si può fare con una piastra così che alla fine costa 50 euro ma anche meno e che ti offre la possibilità di offrire una cena diversa dal solito agli amici.
Insomma, hanno detto che ne compreranno una anche loro! Son soddisfazioni.


venerdì 7 ottobre 2016

Pastorizia e Bbq: le bistecche di Pecora

Stasera ho fatto qualcosa di nuovo, qualcosa che avevo mangiato solo in sardegna da piccolo. Ma laggiù l'avevo mangiata bollita, niente a che vedere con le preparazioni classiche del barbecue che riguardano l'agnello.

Al supermercato, qualche giorno fa, trovai delle bistecche di pecora. Si vede che è un momento in cui vengono macellati gli ovini adulti, ed il prezzo rispetto all'agnello è veramente basso. Se al supermercato l'agnello costa sui 12 euro al chilo, per più di un chilo di bistecche avrò speso sì e no 6 euro. Pochissimo.

La preparazione per la griglia è simile a quella di qualsiasi bistecca, ed ovviamente io c'ho dato dentro di Pit Beef Rub, ormai il mio rub ufficiale per qualsiasi tipo di carne. Dopo averle asciugate ed oliate, le ho cosparse di rub e le ho lasciate in frigo ad assorbire il sapore per circa 6-7 ore. Le ho messe in una busta perchè non avevo spazio e così ho ottimizzato.

Una volta pronti, accendo il Q alla massima temperatura, e dopo 15 minuti di preriscaldamento metto le bistecche sul barbecue. Nessun legnetto, tanto con una carne così tosta avrebbe fornito ben poco smoking flavour.


La preparazione è semplicissima. Si girano ogni tanto, in modo da far formare la crosticina, fino a che non si raggiungono i 65°C al cuore. Niente di trascendentale.

Bene, veniamo al risultato. Molto buono il sapore: la crosticina formata dalla griglia unita al sapore del Pit Beef Rub ha creato un ottimo sapore, la carne era cotta bene, forse si poteva anche fare un qualcosina di più. Il sapore della pecora è più marcato di quello dell'agnello, e quindi è molto più saporita. Il problema è che è pure una carne un po' più tosta come consistenza, in alcuni punti risulta un po' difficile da masticare, ma insomma si lascia mangiare.


RICETTA: Pecora in cottura diretta


INGREDIENTI (4 Persone):
- 1,5 kg di bistecche di Pecora;
- Pit Beef Rub, Rub di mia suocera;
- Olio EV d'Oliva.

PREPARAZIONE:
1) Asciugare bene le bistecche e spennellare con olio d'oliva;
2) Ricoprire di Rub e tenerle in frigo per almeno 6 ore.

TEMPO DI COTTURA: 20 min circa.
COTTURA:
1) Predisporre il barbecue elettrico per una cottura diretta a temperatura massima;
2) Mettere le bistecche direttamente sulla griglia, rigirandole di tanto in tanto;
3) Le bistecche sono pronte quando arrivano a 65°C-68°C al cuore.


SERVIRE CON:
Patate;
Polenta grigliata;
Pannocchie alla griglia;
Vino rosso.


Articoli Correlati:
Pastorizia e Bbq: le bistecche di Pecora