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mercoledì 14 settembre 2016

The whole Chicken: il Pollo intero.


Iniziamo il nostro viaggio dalla parte che secondo me è più difficile.
Cuocere un pollo intero e farlo bene è difficile, perchè bisogna raggiungere molti obiettivi:

1) Pelle croccante;
2) Carne perfettamente cotta;
3) Petto che non sia stopposo.

Ora, una volta che ci siamo messi in testa questi tre passaggi, solo l'esperienza ed i continui tentativi possono farci arrivare alla perfezione.
C'è da dire che con i barbecue elettrici cuocere un pollo intero ha degli aspetti vantaggiosi, perchè regoli la temperatura come ti pare, ma anche degli aspetti svantaggiosi, perchè non si riesce nè ad avere temperature troppo elevate tali da disidratare la pelle, ma soprattutto a seconda della grandezza del pollo non si può grigliare senza aprirlo in due e non si può grigliare sempre dritto.
Arrivati a fine cottura, o durante cottura, potete metterci salse e schifezze a piacimento. Io mi limiterò a descrivervi le tecniche di base.
Vediamo.

SPLIT CHICKEN
Il pollo intero aperto a metà rappresenta il primo passo verso la comprensione della cottura del pollo intero. É una versione semplificata delle due cotture che elencherò sotto, ed è l'unico sistema per cucinare un pollo intero in cottura diretta, e quindi l'unico che si può fare con un barbecue elettrico senza coperchio.

Il problema, come elencato nel post precendente, è che la cottura diretta non solo è più noiosa da gestire, ma non garantisce una cottura uniforme di tutti i punti del pollo: ciò si traduce nel rischio di non raggiungere uno dei tre obiettivi descritti sopra.

In realtà io preferisco optare per una cottura ibrida: arrivare quasi a temperatura perfetta in cottura indiretta con il barbecue elettrico a 180°C-200°C nel forno, e poi al massimo dare la croccantezza alla pelle mettendolo nelle ultime fasi di cottura direttamente sulla griglia.

POLLO INTERO IN COTTURA INDIRETTA
Ad oggi non ho mai provato a cuocere un pollo intero non aperto nel mio barbecue, ma il concetto è abbastanza semplice: non puoi mettere un pollo intero in cottura diretta senza aprirlo. Quindi lo devi cuocere tutto in cottura indiretta, cosa che prevede un coperchio.

Questo significa rialzarlo ed isolarlo dalla griglia e fare in modo che sia solo il calore del forno a far sì che si ottengano i vari obiettivi da raggiungere. I paladini di bbq4all suggeriscono una cosa un po' indaginosa: secondo loro la disidratazione della pelle avviene a temperature inferiori a quelle a cui avviene la reazione di Maillard (140°C) ma superiori a quelle di una Low&Slow (120°C). Quindi secondo loro, tenendo per parecchio tempo il pollo a 130°C nel forno, si disidrata la pelle, e solo dopo si deve alzare la temperatura del forno fino a 180°C-200°C per arrivare agli altri obiettivi.
Però loro sono quelli che fanno tutto come gli americani, e non sono d'accordissimo. Ci proverò, ma io preferirei forse fare tutto a temperatura alta e costante (200°C) cioè col termostato al massimo.

BEER CAN CHICKEN
Un classico della cucina made in U.S.A. ma ormai importato in tutto il mondo, il pollo con la lattina "nel culo" è sia spettacolare che buono da mangiare. Fondamentalmente cambia poco dal concetto di una cottura indiretta, dato che di questa si tratta, però ci sono alcuni aspetti che lo diversificano. Il pollo deve essere messo in verticale con una lattina di birra piena a 2/3, speziato dentro e fuori e cotto a 170°C-180°C. Affumicatura ovviamente obbligatoria.

La presenza della lattina all'interno con la birra fa sì che l'evaporazione della birra mantenga morbida la carne interna (verità o credenza?) e soprattutto la insaporisca (ma a sentire il nostro amico di AmazingRibs non è vero). Insomma, alla fine il lavoro grosso è dato dalla posizione del pollo, che si inonda dei suoi grassi mentre colano.
Questa posizione però rappresenta un problema per quei bbq elettrici che non hanno il coperchio alto, perchè un pollo messo in verticale è abbastanza alto e non permette di chiuderlo. I weber, ad esempio, possono essere utilizzati con il rialzo dello spiedo ma senza lo spiedo, in modo da rialzare di molto la camera di cottura, perdendo ovviamente qualcosa in termini di temperatura.

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