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domenica 22 maggio 2016

Le Ribs in due ore

Buona domenica a tutti.
Oggi vi parlo di un'esperienza che penso rivoluzionerà il mio modo di preparare le Ribs, ovvero la metodica (presa in prestito dai PitBoys) con la quale si preparano delle costolette di maiale senza la lungagnata delle 6 ore del metodo 3-2-1 classico.


In pratica non vi cambia nulla nel modo di fare le Smoked Ribs, cambiano i tempi e le temperature. 
La tecnica è fondamentalmente la stessa: si incomincia con l'affumicatura delle costolette (tagliate in slabs di dimensioni 20-25cm x un'altezza massima di 10 cm, sennò non chiudete il coperchio) che sono state preventivamente belle pulite con un trimming fatto bene ed insaporite con senape e Kansas City Rub.
In questo caso, le istruzioni per l'uso dicono di affumicare per 40 min a circa 150°C. Durante la fase di affumicatura però ho avuto un problema che mi si era già ripetuto da due-tre cotture a questa parte, e che devo ancora risolvere: il pulsante salvavita della prolunga che uso per collegare il Q1400 alla presa della corrente scatta erroneamente all'incirca dopo aver superato i 125°C. Non so perchè, ma ho fatto un paio di tentativi per vedere se continuava a scattare (sì, purtroppo) prima di cambiare prolunga e continuare la mia cottura. 

Questo ha fatto sì che l'affumicatura sia stata fatta per tutto il tempo senza mai superare i 125°C, e secondo me ha fatto sfumacchiare poco quelle belle chips di Hickory che avevo preparato con tanto amore.  In realtà non è dovuto alla temperatura, ma al fatto che tra una riattivazione della prolunga e l'altra passava troppo tempo e quindi le varie fasi di "accendi-spegni" della resistenza elettrica non erano sufficientemente ravvicinate da produrre la quantità di fumo che volevo. Comunque, il risultato dopo 60 min invece di 40 di affumicatura (in cui il vero tempo di affumicatura sarà stato circa 20 min) è quello che vedete nella foto qua sopra.

Una volta terminata questa fase (e soprattutto cambiata la prolunga), si avvolgono le costolette nel foil e si lasciano a cuocere nei loro vapori per altri 40 min ad una temperatura leggermente superiore (170°-180°C). In realtà secondo me sarebbe meglio rispettare la metodica del 3-2-1 usando un bel water pan (come ho fatto io) avvolto nel foil. La questione "le avvolgo nel foil da sole o al massimo ci butto dentro qualche goccia di liquido" non mi piace, perchè è molto facile che i liquidi escano e che si faccia una grande schifezza. Quindi per l'occasione le ho messe in un bel water pan con sotto tanta birra, ho chiuso di nuovo il coperchio, e me ne sono andato a fare i fatti miei. Nella foto di destra vedete com'erano alla fine della fase 2.
Una volta tolte dal foil non hanno un bell'aspetto ma non sono ancora spappolate come quando le cuocete lì dentro per due ore intere nel metodo lungo. Quindi praticamente che si fa adesso? Fase 3. Bisogna lasciare il termostato a quel livello (io ero a livello 5 mi sembra), dare una bella spennellata preventiva di salsa barbecue sulle slabs, e poi metterle a cottura diretta per circa altri 40 minuti.

In realtà io, volendo stare nel tempo di due ore di cottura, ed avendo sprecato 20 minuti a causa della mia prolunga difettosa, ce le ho tenute solamente 20 minuti, rigirandole ogni 5 minuti circa e avendo ben cura di rinnovare la spennellata dal lato cotto con la salsa barbecue, che serve fondamentalmente a lasciare bella umida la faccia che è stata cotta e ad insaporire ancora di più la slab con il sapore dolciastro della salsa. Dopo 20 minuti come sotto di gira e rigira, le togliete e le fate riposare per un 10-15 min buoni.


Andiamo quindi all'assaggio, passando in rassegna i vari aspetti e confrontandoli col metodo classico.
Nel metodo classico la morbidezza della carne stracotta è qualcosa di allucinante, le ossa si staccano dalla carne semplicemente tirandole con la mano, mentre con questo metodo potete tranquillamente tagliare le ribs e prenderle in mano dall'osso: la carne è morbida, ok, ma non sarà mai e poi mai come quando la stracuocete. Tuttavia credo che averle tenute a cottura bassa per puro caso a causa della prolunga difettosa per tutta la fase 1 abbia salvato le slabs da un possibile indurimento della ciccia. La prossima volta tenterò di essere preciso al 100%.

Il gusto: da un punto di vista di sapore salato+dolciastro dato dall'unione del maiale con le spezie e dalla spennellata di salsa barbecue durante la fase 3, niente da dire. Erano veramente buone. L'unica cosa che è venuta a mancare è lo smoking flavour, che secondo me se fosse stato fatto come si deve senza la prolunga che mi faceva impazzire togliendomi la corrente elettrica dal barbecue, sarebbe stato ottimo. Devo vedere se effettivamente 40 min di affumicatura, anche se a temperature più alte quindi si presume più continua, può bastare per dare al maiale il sapore di affumicato.
Buonissimo l'abbinamento con la salsa barbecue classica dell'HP e la Guinness Dark Sauce, che qui in Italia non si trova ma me l'ha portata un amico dopo una vacanza in Irlanda.

La tecnica di cottura: addio a 6 ore di preparazione! Finalmente, per noi sfigati electric grillers  da balcone, un metodo che ci permette di non stare 3 ore di affumicatura a sperare che non chiamino i carabinieri, che non ci tenga la corrente impegnata nei 2000W del Q1400 per ben 6 ore, e che quindi può essere utilizzata con risultati quasi paragonabili (ma non uguali, badate bene) alla tecnica classica. Io penso che da ora in poi le preparerò così, almeno che non sia in vena di essere molto ligio alla tradizione, perchè stare 6 ore ad attendere questo ben di Dio secondo me è un po' troppo noioso.





sabato 21 maggio 2016

RICETTA: Radicchio alla griglia


INGREDIENTI:
- 1 cespo di radicchio a persona;
- Olio EV d'oliva;
- Sale e pepe.

PREPARAZIONE:
- Spennellare il radicchio con l'olio;
- Opzionale: tagliare il radicchio a fette prima di metterlo in cottura.

TEMPO DI COTTURA: 10 minuti.
COTTURA:
1) Settare il barbecue alla massima temperatura e farlo scaldare bene per almeno 15 min;
2) Mettere il radicchio (intero o a fette) in cottura diretta;
3) Girarlo ogni 2 min circa ed abbrustolire ogni lato;
4) Una volta cotto, tagliarlo a fette se non è già stato tagliato, aggiungere altro olio, sale e pepe a piacimento.

SERVIRE CON:
Carni rosse.


Articoli Correlati:
L'esperimento del radicchio alla brace

venerdì 20 maggio 2016

RICETTA: Kebab di Agnello


INGREDIENTI:
- Carne d'agnello;
- Panino o Piadina;
- Salsa Harissa o salsa Yogurt per kebab;
- Verdure a piacere;
- Sale, pepe, paprika e cumino;
- Olio EV d'oliva, aglio e cipolla tritati.

PREPARAZIONE:
- Tagliare la carne d'agnello a striscioline;
- Cospargere la carne d'agnello con il rub composto da sale, pepe, paprika e cumino;
- Preparare le salse.

COTTURA:
1) Preparare un soffritto con olio EV d'oliva e l'aglio e la cipolla tritate;
2) Mettere la carne a cottura nell'olio e girare fino a che non diventa bella dorata;
3) Preparate il panino o il wrap mettendoci dentro le verdure, la carne e le salse.

SERVIRE CON:
Birra;
Patate fritte.


Articoli Correlati:
Sfruttare gli avanzi di una grigliata: il mio tentativo di fare un Kebab di agnello

martedì 17 maggio 2016

Sfruttare gli avanzi di una grigliata: il mio tentativo di fare un Kebab di agnello

Oggi vi parlerò di un riesci: vale a dire un tentativo di sfruttare gli avanzi di una grigliata fatta con un coscio di agnello per fare qualcosa di maialoso che qui in Italia è difficilissimo da trovare.
Infatti, il kebab di agnello qui è praticamente impossibile da mangiare: mi spiegava il mio kebabbaro di fiducia che ci sono delle leggi a riguardo e che non è conveniente fare kebab d'agnello per loro visto il costo della carne che è maggiore di pollo e vitello, ovvero quelle che vanno per la maggiore tra i kebabbari italiani.

La sera prima del mio attacco di criminalità gastronomica io avevo cucinato sul mio Q un bel coscio d'agnello, sempre per rimanere in tema feste pasquali e sconti sull'agnello del periodo, che avevo conservato in freezer per farlo quando mi ci andava. L'ho fatto, con la procedura di cottura indiretta a temperatura medio-alta, ma dato che era grossino, ce n'è avanzato un bel po.


Il giorno dopo c'era da finire qualche avanzo, ed io ho deciso di tentare di fare un bel kebab d'agnello.
I problemi erano due: ricreare l'aroma grasso-speziato del kebab, e ricreare la salsina piccante che a me mi piace tanto che credo si chiami salsa harissa, ma quando l'ho provata a fare non lo sapevo e quindi ho improvvisato a modo mio.

Fare il kebab d'agnello in casa (con gli avanzi, nel mio caso) è abbastanza una cazzata: olio d'oliva nella padella, aglio, magari cipolla - io non l'avevo e non l'ho messa -  e sfilaccetti di carne. Io per insaporirla di più li ho mescolati con un po' di cumino.
Si fa soffriggere l'olio in padella con l'aglio e la cipolla e poi ci si getta dentro la carne, lasciandola rosolare ben bene fino a che non fa un po' di crosticina, sennò il kebab moscio fa schifo.
Mi scuso con gli electric grillers che mi seguono (pochini) per aver usato padella e gas, ma come ho già scritto nel titolo, questo post parla di una schifezza partorita dalla mia mente il giorno dopo aver grigliato un coscio d'agnello intero!

La salsa harissa è stata più difficile da fare perchè fondamentalmente non avevo gli ingredienti. Allora ho fatto il furbo ed ho mischiato puramente a caso aglio in polvere, ketchup e peperoncino (mi sembra fossero due cucchiai di ketchup, un cucchiaino di aglio e un cucchiaino di peperoncino). Non è venuta malaccio, era ketchup piccante che sapeva d'aglio, ma non era la salsa piccante dei kebabbari.
Poi cercherò qualcosa in rete e lo proverò.

Una volta pronto il kebabbone, il gioco è molto facile: avete presente cosa fanno i kebabbari? Prendono la roba che gli dite voi, la mettono dentro un paninone (oppure la piadina arrotolata che mi garba di più) e poi dentro con tutta la carne che riescono a farci entrare, che inevitabilmente poi vi casca giù e fate le peggio schifezze con le salsine.

Ecco, io ho cercato di fare qualcosa di simile con quello che avevo: insalata, carne in abbondanza, panino integrale perchè c'era solo quello e salsina inventata. Insomma, il classico pranzo arrangiato di chi ha fame.
Però devo dire che la carne sembrava quasi quella del kebab originale (d'agnello l'ho mangiato una volta a Londra, una cosa sublime), mentre la salsina non c'entrava quasi niente. Era buona, ok, ma la salsa harissa è un'altra cosa.
Spero di riuscire a farla prima o poi.

sabato 14 maggio 2016

I miei pesciolini

Ciao a tutti, è un mese che non scrivo sul blog, ma non è un mese che non uso il mio Q1400 per preparare qualcosa.
Ho delle belle esperienze da raccontarvi, ma non sono poche (una è spettacolare) ed andrò con calma.

Oggi parliamo di un pesce di cui ho già parlato, che mi ha tolto delle soddisfazioni e che anche questa volta non ha tradito le aspettative: lo sgombro.


Come già detto e constatato, lo sgombro è uno di quei pesci che se lo fai alla griglia viene alla grande, perchè è un po' ignorantello, bello resistente, e quindi si presta bene ad esser cotto alla brace.
Noi la brace non ce l'abbiamo, ma abbiamo un bel barbecue elettrico che si presta alla grande alla cottura diretta dei pesci, perchè questi attrezzi non hanno una potenza di fuoco così alta da rovinarne le carni delicate.

Oltre tutto, lo sgombro costa veramente poco. Questi due che ho comprato mi sembra venissero circa 7 euro al chilo, ed essendo circa 800-900g in totale, con 6 euro di pesce ci siamo fatti una cenetta coi fiocchi io, la fidanzata e quella piccola idrovora di mio figlio.


Cottura diretta, dicevamo: per l'occasione non era caldo fuori, era ancora aprile e qui da noi non è stata una gran primavera, quindi ho optato per mettere la rotella del termostato del Q1400 al massimo, però se fa caldo va bene anche al penultimo-terzultimo livelo. La volta scorsa provai a dare un tocco di smoking flavour ai pesci aggiungendo del legno di Pecan a sfumacchiare mentre i pesci cuocevano. Tuttavia, la cottura breve che serve agli sgombri per essere pronti non permetteva alle carni di essere insaporite dal fumo, e questa volta non li ho messi.

Il risultato è stato pressochè identico: gli sgombri alla griglia sono dei pesci veramente buoni, ed infatti il piccolo s'è fatto fuori 3 filetti su 4 disponibili, lasciando a noi poveri disgraziati genitori le pance, che comunque erano buonissime.
Provatelo, magari accompagnato da un buon vinello bianco frizzante.


venerdì 22 aprile 2016

RICETTA: Salsa Barbecue


INGREDIENTI (4 Persone):
- 250 g di Ketchup;
- 65 g di salsa di soia;
- 60 g di acqua;
- 65 g di aceto di mele;
- 1 cucchiaio di senape;
- 4 cucchiai di miele;
- 1 cucchaio di zucchero di canna;
- 1 cucchiaino di aglio in polvere;
- 1 cucchiaino di peperoncino;
- 1-2 cucchiai di fumo liquido a gusto (opzionale).

PREPARAZIONE:
1) Sciogliere tutti gli ingredienti in una pentola;
2) Portare ad ebollizione a fuoco alto e poi abbassare;
3) Girando sempre, lasciare che l'evaporazione a fuoco basso faccia ridurre la salsa fino ad una consistenza cremosa;
4) Far freddare e conservare in frigorifero per massimo un mese.

ACCOMPAGNAMENTO:
Qualsiasi tipo di carne.

giovedì 14 aprile 2016

L'esperimento del radicchio alla brace

Rieccomi qua, dopo una piccola assenza, come promesso a parlarvi dei miei esperimenti culinari sul barbecue elettrico da sfigati.
Oggi parliamo di una cosa che non avevo mai sperimentato, ovvero cucinare un radicchio sulla griglia. Proprio così: un radicchio intero, di quelli lunghi (non mi ricordo come si chiama, trevigiano? boh?).

La preparazione è veramente semplice, d'altronde è un contorno, non vorrete mica ammattirci troppo?

Con un pennello si cosparge di olio EV d'oliva la superficie del radicchio. Io l'ho cotto intero, c'è chi dice che bisogna farlo a pezzetti e grigliare i pezzetti: nel primo caso si ammoscia fuori e rimane croccante dentro, invece i pezzettini si ammosciano tutti. Decidete voi. Sono gusti personali e non entrerò in merito, a me la verdura moscia non mi garba.

Una volta che il grill è settato a massima temperatura, si mette il radicchio sulla griglia e si chiude il coperchio.
Va girato ogni 5 minuti circa, e vedrete che piano piano le varie facce del radicchio che entrano in contatto con la griglia e si cuociono diventano viola scuro, quasi marrone.

Quando ogni lato del radicchio è di quel colore, potrete osare anche un qualcosa in più, sbruciacchiandone l'esterno ma non troppo, fino ad ottenere qualcosa che grosso modo assomiglia a questo:


Dopo di che, arriva l'ora del taglio (se non lo avete già tagliato).
Fette tagliate per lungo, nè troppo spesse nè troppo fini: non deve essere un insalata grigliata, devono essere spicchi di radicchio.
Una spruzzata d'olio, sale e pepe quanto basta, ed ecco pronto un contorno coi fiocchi.
É veramente buono, non credevo, e si sposa benissimo con le carni un po' più grasse come l'agnello, il maiale o il manzo. Facile da fare, grande effetto scenografico, buono da mangiare.