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lunedì 30 novembre 2015

Confronto tra tecniche e grill diversi: Split Chicken - Parte 2

Ed ora tocca a me parlare del mio grill elettrico e del modo in cui io faccio lo split chicken!
Non è per autoesaltarmi, ma la cottura indiretta è migliore, è universalmente riconosciuta come tecnica migliore per grigliare un pollo intero, e se tutti i grandi pit masters del globo dicono così un motivo c'è eccome.


Il motivo è molto facile da capire. Guardate quanto è grosso lo split chicken (e 4 alette di pollo in aggiunta) che dovevamo fare l'altra sera (per l'occasione unto ben bene con olio EV d'oliva e drogato con il rub di mia suocera).
Come si può pretendere tramite un calore diretto di:
- cuocerlo in tutti i punti del pollo con la stessa temperatura;
- dargli un sentore di affumicato (impossibile senza il coperchio);
- non rischiare che in alcuni punti profondi non arrivi il calore sufficiente?
Io credo che sia impossibile riuscire a soddisfare questi tre punti. Sì, ok, uno poi fa come visto nel precedente post, adotta piccoli stratagemmi per complicarsi la vita tantissimo: lo unge, lo taglia a pezzetti (bestemmia! escono i liquidi!), ma alla fine qualcosa non torna mai bene.


Guardate qua.
Cottura indiretta (creata sul Q1400 con un bello schermo di alluminio per dividere il pollaccio), termometro nel petto del pennuto e da un lato chips per affumicatura. Pecan, per l'occasione, che emanava un aromino buono e dal retrogusto simile all'odore dei pini (non chiedetemi perchè il mio naso sentisse questo odore).

Conscio degli errori fatti con il mio primo split chicken, il peggiore dei quali secondo me è stato quello di non riuscire ad ottenere una crispy skin, cioè la pelle croccante, e viste le temperature quasi invernali che la sera ho sul terrazzo, io sono stato inflessibile e ho messo il termostato del mio Q al massimo. Chissenefrega se consuma un botto, con tutta quella ciccia fredda lì dentro arrivava a malapena a 200°C.
Quando la griglia comincia a scaldare comincia ad uscire fumo dal barbecue come dal monte Fato, ed io lascio lì pollo ed alette a beccarsi il fumo per circa 45 minuti col coperchio chiuso. La cottura delle alette ormai è collaudata: 40-45 min di affumicatura e poi cottura diretta per poco tempo. Tolgo le chips e ci metto, nell'angolino, le alette (vedi foto).

Il risultato delle alette è scontato: pelle bella croccante fuori, esageratamente soffici e succose dentro.
Avevo, anche stavolta, i miei suoceri a cena. Non solo si sono affumicate bene, ma erano pure venute buone.
E guarda caso la mia teoria riguardo al fatto di ungere la carne col burro e non con l'olio vegetale trova successo, perchè durante la cottura, ogni 10-15 minuti, spennellavo ali e pollo con un mix composto di burro fuso e un goccio d'olio d'oliva, giusto per non far solidificare il burro visto che fuori faceva freschino.

Nel frattempo il pollo continuava a stare in cottura indiretta, questo per praticamente un'ora.
Quando poi mi sono rotto le scatole, e quando mancava poco (5 gradi), ho deciso di spostarlo il cottura diretta. Ma ero quasi alla fine, era impossibile che si asciugasse troppo, l'avrò cotto per altri 10 minuti a dir tanto, spennellandolo di continuo e girandolo spesso.
Questa volta l'ho tolto a 72°C nel cuore del petto. Non a 75° come la volta scorsa. Sono pochi gradi, ma la differenza si sente.

Si sente quando si va a tagliare il pollo ed io mi prendo, per provarlo, il petto. Spesso mi è venuto stopposo, di sicuro è un altro tipo di carne rispetto ad ali e cosce, ma stavolta era accettabile: era morbido, compatto, ma non era asciutto. Andava finalmente bene.
Poi boh, io il sapore di affumicato non l'ho sentito, ma viste le ultime esperienze credo di aver capito che se resto fuori a cucinare, mi entra l'odore dell'affumicatura nel naso e poi da un punto di vista gustativo faccio più difficoltà a sentire lo smoking flavour. 
La pelle stavolta sì, era bella croccante, perchè cucinarlo a 200°C invece che a 170° l'ha asciugata molto più velocemente.
Suoceri entusiasti, pollo ed alette divorate alla velocità della luce. La sfida l'ho vinta io.
Però non ditelo a mio suocero, anche perchè io ho i miei trucchetti.


domenica 29 novembre 2015

Confronto tra tecniche e grill diversi: Split Chicken - Parte 1

L'altra sera ero a cena dai miei suoceri. Mio suocero ha il caminetto, ma siccome non ha sempre voglia di pulire tutti i resti di brace che rimangono dopo le sue cotture, s'è comprato un barbecue elettrico grande abbastanza da poterlo piazzare nella base del caminetto e grigliare qualcosa al volo quando ne ha voglia e non ha tempo per aspettare che il carbone sia diventato brace.

Il barbecue elettrico in questione è il Churrasco della Ariete. Non male come grill elettrico, ottimo rapporto qualità prezzo. Ok, non potrà mai arrivare a livello del Weber, ma per farci uno split chicken in cottura diretta ci sta dentro alla grande.


Non ho grandi foto, questa l'ho presa da internet, un'altra l'ho fatta di nascosto mentre mio figlio giocava a fare il griller professionista. Mica potevo mettermi a fare il fotoreporter a casa dei suoceri!
E poi soprattutto quando siamo arrivati a casa il pollo era quasi pronto, quindi vi scrivo solo come l'ha cucinato mio suocero, che ha la sua concezione di cottura su grill molto diversa da quelle che ho imparato io leggendo e cercando di imparare qualcosa da chi di grill ne sa più di me: lui è autodidatta.

Quindi significa che con lui si parla di tempi di cottura e non di temperature, quindi lui va ad occhio e non usa il termometro. Il risultato va bene, ma non sempre è perfetto. Anche perchè sono dell'opinione che riuscire a fare un pollo intero in cottura diretta sulla griglia non solo è una grande rottura di palle ma è anche molto più difficile indovinare la cottura senza fare casini tra i vari gradi di cottura tra il dentro e fuori.


Questo è il mio bimbo che fa lo scemo sopra al pollo del su nonno.
Insomma il metodo di cottura è apparentemente meno complesso di quello che consiglio io: rubbate ed oliate bene il pollo aperto in due, preriscaldate la griglia al massimo delle sue possibilità e ce lo buttate sopra.
Fin qui tutto apparentemente semplice.
Il problema è non fare casini.

A parte che va unto ogni 5 minuti per evitare che si bruci o si asciughi troppo, a parte che va girato ogni 15 minuti circa per rendere uniforme la cottura (che in cottura indiretta non serve perchè il bbq lavora per convezione, nb), mio suocero poi gioca sporco e durante la cottura taglia il pollo in altre due parti per farlo aderire ancora meglio alla griglia e sfruttare al massimo il calore. Ok giocare sporco, ma si perdono liquidi. Poi lui secondo me lo leva un minutino prima di aver completato l'opera, e si gioca così un pollo a cottura non perfettamente perfetta ma non completamente asciutto.

Il risultato è ottimo eh, per carità.
Però secondo me io lo faccio più buono.


(Seguirà anche recensione sul Churrasco Ariete).

sabato 28 novembre 2015

Il Planking, il salmone: un binomio efficacissimo...e buonissimo

C'ho da scrivere parecchia roba, perchè anche se non ho più pubblicato niente in realtà in questi giorni c'ho dato dentro parecchio col mio Q1400.
Fa freddino da noi, per andare fuori sul terrazzo a cucinare con le temperature sotto agli 8°C ci vuole la felpa pesante, ma soprattutto mi accorgo che il povero bbq elettrico ora fa fatica a raggiungere certe temperature. Ad esempio, penso che fino a Maggio sarà proibitivo cuocere una bistecca in cottura diretta per cena, quindi mi limiterò a fare cose che si possano effettivamente cucinare nei limiti di potenza del mio attrezzo.
Però c'è di buono che col freddo e con il sole che cala prima i vicini non escono sui terrazzi, e nessuno rompe i coglioni...

Oggi vi parlerò di una tecnica usata credo nei paesi della scandinavia, il Planking. Il planking non è altro che la cottura di tranci di pesce (o anche di carne) sopra a delle placche di legno aromatico (per lo più Cedro o Ontano). La tecnica su un barbecue a carbone sembra sia una tecnica difficile con un buon rischio di oversmoking, ma sul mio barbecue elettrico da sfigato è risultata abbastanza facile. Andiamo con calma.

I due protagonisti sono il salmone (in questo caso un trancio di salmone senza lisca da 650g circa, ma potete anche provare con altri pesci o con la carne) e le placche di cedro della Weber, trovate da Leroy Merlin, l'unico negozio nella mia zona che vende sta roba.
La preparazione del pesce è variabile, ci sono tantissime ricette per farlo, ma a quanto ho capito io il concetto è quello di creare una specie di wet rub sulla superficie esterna e cercare di dargli una nota agrodolce.
Per l'occasione, dopo aver asciugato bene le superfici, ho cosparso il salmone con senape (buona anche quella con l'aneto dell'Ikea), rub di mia suocera e un cucchiaio di zucchero di canna. C'è chi ci mette il timo, che col pesce sta bene, c'è chi aggiunge una spolverata di zucchine tagliate a cubetti o mette delle fette di limone molto fini sulla parte esterna del pesce. Insomma, è tutto da provare.

Poi, mentre fate ste robe, mettete a mollo la placca di cedro: una bella bacinella piena d'acqua ed un peso perchè sennò il legno galleggia. Un'ora. Non di meno.
Quando siete pronti, fate partire il vostro Q per arrivare a 200°C nel forno. Fuori era freddo, io l'ho dovuto mettere a massimo livello, ma con temperature primaverili-estive penso basti a livello 8. Tanto avete un termometro vero!?

Insomma, dopo aver asciugato la placca, quando la griglia è bella calda, la mettete sopra e chiudete il coperchio. Bisogna poi attendere che incominci a fare fumo, ma non è ancora il momento per grigliare.
La vittima sacrificale va messa sopra solo quando il fumo è consistente. Secondo le mie stime, potrete far entrare nel Q1400 solo due placche, quindi al massimo è possibile fare pesce per 4 persone. Sul Q2400 a regola il doppio, ma è una questione di misure.


Il termometro è ben piazzato nel cuore, si chiude il coperchio e si lascia fare il suo lavoro a tutto ciò che sta dentro.
A proposito delle caratteristiche del planking, una di esse è quella secondo la quale il legno bagnato, col calore che viene da sotto, dovrebbe trasferire gli aromi anche direttamente alla carne, e non solo con l'affumicatura: per questo alcuni autori consigliano di rimuovere la pelle, se c'è, ma io non sono capace e l'ho cotto mettendo la pelle dalla parte del legno.
Già durante la cottura ho avuto la dimostrazione di quanto sia magica questa tecnica, perchè il cedro non è come gli altri legni da affumicatura, è delicato, ha una nota di agrumi nel suo fumo, è buonissimo sembra quasi un incenso.
E durante questa bellissima esperienza, in circa 20-25 minuti la temperatura del cuore del trancio è arrivata a 60°C. Stop. Togliere.


Bene bene, cosa dire?
Dire che è stato qualcosa di sublime è riduttivo.
La cottura del salmone con questa tecnica è completamente diversa da quella in cui si cuoce direttamente sulla griglia. In cottura diretta il salmone si sgrassa, cuoce molto più velocemente e di conseguenza si asciuga più in fretta, le fibre si contraggono. Buonissimo, ok, ma niente a che vedere con il planking.

La cottura su placca di cedro, a parte l'affumicatura più delicata e lievemente agrumata, fa cuocere il pesce nei suoi stessi grassi, che rimangono impregnati nel legno. Questo salmone sembrava burro, morbidissimo, con una piccola crosta affumicata esterna dovuta agli zuccheri e alla senape.
Certo, in cottura diretta è meno pesante, e chi ha difficoltà a digerire il salmone sicuramente con questa tecnica non trova un aiuto, ma io lo digerisco alla grande quindi chissenefrega.
L'accompagnamento con vino bianco frizzantino ed un po' di senape all'aneto ha completato l'opera.
Inoltre sono riuscito, lavandola bene, a conservare la placca per una prossima grigliata. E dato che non te le regalano...molto molto bene.

Ho da scrivere ancora molte altre cose. Griglierò ancora, vi parlerò anche di alcune mie constatazioni sull'affumicatura con il Weber Q elettrico. Insomma, tante cosette. Rimanete connessi!


RICETTA: Salmone su placca di cedro


INGREDIENTI (2 Persone):
- 1 trancio di salmone da 600 g circa;
- Senape o Senape con Aneto;
- Rub di mia suocera, Fish Rub;
- Zucchero di canna;
- Opzionale: limone tagliato a rotelle e zucchine tagliate a cubetti.

PREPARAZIONE:
1) Mettere la placca di cedro in una bacinella con acqua e con un peso per almeno 1 ora;
2) Asciugare bene il salmone;
3) Cospargere di Senape e poi con il Rub e lo zucchero;
4) Opzionale: mettere sopra al salmone pure il limone e/o le zucchine.

TEMPO DI COTTURA: 20 minuti;
COTTURA:
1) Preriscaldare il grill a 200°C circa (liv. 8 o livello max);
2) Mettere, durante il riscaldamento, la placca di cedro direttamente sulla griglia, dopo averla asciugata sulle superfici esterne;
3) Quando la placca comincia a fumare bene, posizionare il trancio di salmone sopra alla placca e chiudere il coperchio;
4) Il salmone è pronto quando raggiunge la temperatura interna di 60°C.

ACCOMPAGNAMENTO:
Zucchine grigliate;
Senape all'Aneto;
Patate fritte o arrosto.


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venerdì 27 novembre 2015

Le polentine!!!

Non ci avevo mai pensato, ma fare le polentine alla griglia può togliere grandi soddisfazioni.
L'unica cosa è che sembrano facili, ma in realtà non sono per niente facili da fare, soprattutto sul grill elettrico.

La prima parte la conosciamo tutta. Prendete una bella busta di polenta, magari di quelle che si cuociono in 5 minuti, la preparate fino a che non viene un composto bello denso, e poi ci fate cosa vi
pare.

Se ve ne avanza, la mettete in una bella teglia di forma rettangolare e la fate raffreddare in modo da fargli prendere la forma. Poi la togliete dalla teglia e ci fate tante belle fettine spesse circa un cm.
Fin qui tutto molto facile.


É qui che ho iniziato a trovare delle difficoltà, per due motivi.
Primo ho sbagliato perchè non ho unto nè la griglia nè la polenta, ed è molto importante ungere le parti esterne delle polentine con olio o meglio ancora burro fuso per fare in modo che si crei la crosticina molto più velocemente e quindi non si attacchino alla griglia.

Il secondo errore secondo me è un po' dovuto alle temperature esterne. L'altra sera, quando le ho preparate, fuori c'era freddo: meno di 10 gradi, anche un po' di vento, non era la temperatura ideale per il nostro povero Weber Q elettrico per riuscire a scaldare le griglie come si deve. Forse io ho anche aspettato troppo poco sia per mettere le polentine che per girarle, fatto sta che al primo tentativo mezze di esse sono rimaste attaccate sulle grate del mio Q.

In realtà sarebbe meglio far riscaldare bene bene il barbecue a coperchio chiuso, e poi metterle a grigliare per almeno 7-8 minuti prima di provare a girarle. Forse anche di più, forse anche 10 minuti. Perchè mi sono accorto che alla fine la polenta ha una resistenza assurda al calore, prima di far venire le grilling marks sulle superfici di polenta mi ci sono voluti 20 minuti se non di più...ed i risultati potevano anche essere migliori, secondo me. Questo è il finale:


Da un punto di vista gustativo niente da dire, belle croccanti fuori e morbide dentro (ma le grilling marks?!?!?!), ottimo contorno ma anche ottimo antipasto.
Eh sì, perchè le potete smangiucchiare con una portata principale, ma potete anche condirle a mò di crostino, con tutte le combinazioni che vi pare.
Io ve ne posto qualcuna, che mi viene a mente, ma potete sbizzarrirvi come vi pare:
- Speck e provola affumicata;
- Lardo di colonnata fatto sciogliere mentre griglia;
- Crostino toscano ai fegatini;
- Funghi;
- Salsiccia e stracchino.
Eccetera eccetera. Potete anche guardare su internet, trovate di tutto e di più.

martedì 24 novembre 2015

RICETTA: Coscia d'Agnello affumicata


INGREDIENTI (2 persone):
- 1 coscia d'agnello (1 kg circa);
- SPG seasoning rub o Rub di mia suocera;
- Spicchi d'aglio (opzionali).

PREPARAZIONE:
1) Cospargere la coscia di rub in abbondanza;
2) Opzionale: fare dei piccoli tagli nella carne e inserire dentro degli spicchi d'aglio.

TEMPO DI COTTURA: 3-4 ore.
COTTURA:
1) Predisponete il barbecue per una cottura Low&Slow (livello 1-2: max 120°C);
2) Preparate il water pan riempiendolo di birra;
3) Mettete la coscia d'agnello in cottura sopra al water pan ed affumicate per 3 ore con legno di Melo o Mesquite mischiato a Pecan;
4) L'agnello è pronto quando raggiunge una temperatura interna di 68°-70°C.
5) Toglietelo, avvolgetelo nella stagnola, poi in un panno che mantenga bene il calore, e lasciate riposare la carne per 30 minuti.

SERVIRE CON:
Patate arrosto o fritte;
Verdure grigliate;
Scaglie di Polenta.


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Filosofia dell'Agnello.

RICETTA: Scaglie di polenta alla griglia


INGREDIENTI:
- Polenta;
- Sale e pepe q.b.;
- Olio d'oliva o burro fuso.

PREPARAZIONE:
1) Preparare la polenta in una pentola con l'acqua secondo come riportato nella confezione;
2) Una volta pronta, versarla in una teglia rettangolare e farla freddare;
3) Tagliare a strisce rettangolari la polenta ed ungerla bene con olio o burro.

TEMPO COTTURA: 15 minuti.
COTTURA:
1) Preriscaldare il grill alla massima temperatura;
2) Mettere le scaglie di polenta in cottura diretta a coperchio chiuso;
3) Quando le scaglie si staccano da sole e formano le grilling marks, girarle dall'altro lato;
4) Sono pronte quando entrambe le superfici sono ben marcate;
5) Condire a piacimento con sale e pepe.


ACCOMPAGNAMENTO:
Praticamente tutte le portate principali;
Lardo di Colonnata;
Formaggio fuso;
Salse per crostini.


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