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sabato 2 luglio 2016

Spiedini di Cervo alla salsa di Mirtilli

Sono un po' in fase "devo sperimentare cose nuove, cotture nuove, sapori nuovi" e dato che se vuoi comprare qualcosa di strano devi andare in posti strani, mi sono recato alla Metro e ho comprato un po' di robbetta particolare di cui presto riceverete notizie. Tra queste carni strane, avevo comprato dei bocconcini di cervo - suppongo parti della coscia - che ho deciso di scongelare per mangiarli a cena.

Ora, se cercate "Venison Barbecue" (carne di cervo al barbecue) su google vi viene di tutto. Il fatto certo è che la carne di cervo si può fare al barbecue e che tantissimi amano servirla con una salsa ai mirtilli. Quindi vabbè, compro la roba per fare la salsa, che prevede l'uso di mirtilli freschi o congelati e, nella ricetta del sito che ho trovato io, pure succo di mirtillo. All'ikea hanno sia il succo che lo sciroppo, io ho preso lo sciroppo e poi vi dico come l'ho usato.

Un chilo di bocconcini di cervo (vedi foto a lato). Ora, il cervo fa parte della categoria di carni dette "carne nera", ovvero la selvaggina che, in quanto animali non allevati ma selvatici, ha una quantità di grasso bassissima, ben più bassa della carne rossa, e più proteica. Però è anche una carne dal sapore molto forte, selvatico, e non sempre a tutti piace. Tanti consigliano una marinatura della carne, ed è quello che ho fatto: dopo aver levato il grasso in eccesso perchè è cattivo, ho messo i bocconcini in una busta ermetica con una marinata composta da olio, aceto di mele e limone in proporzioni all'incirca 2:1:1 e poi un po di sale. Un giorno intero in frigo.

Prima di cucinare la ciccia, abbiamo preparato la salsina di mirtilli, usando il vino rosso bello tosto del Sud Tirol che abbiamo riservato per l'occasione e usando lo sciroppo di mirtilli diluito ma non 1 a 4 come dice il signor Ikea ma solo metà sciroppo e metà acqua, per far sì che fosse più dolce la salsina.
Risultato esagerato, la salsina probabilmente è buona anche sui dolci.
Una volta pronta la salsa, tolgo la carne dal frigo, dalla marinata, la asciugo molto bene con della carta assorbente, e comincio a preparare gli spiedini. Ho usato degli spiedini di acciaio dalla sezione piatta, cosa che evita alla carne di rotolare quando si girano gli spiedini.


Per l'occasione ho preparato gli spiedini in tre modi: uno e circa mezzo con la preparazione della ricetta originale sostituendo al pepe i chiodi di garofano. Uno con burro e Rub di mia suocera e uno con burro e Magic Dust Rub.

Così, in preda alla curiosità ed alla fame, faccio partire il Q1400.
Temperatura massima per la cottura indiretta, 15 minuti di pre-riscaldamento e chips di legno di Quercia messe sulla famosa retina per l'affumicatura. Quando le chips sfumacchiano, metto gli spiedini a cuocere, girandoli ogni 2-3 minuti, per circa 10 minuti, fino a che non mi arrivano a 55°C al cuore nei pezzi più grossi.


Una volta pronti, li tolgo.
Aroma spettacolare, molto belli visivamente.
Andiamo con l'assaggio.

La ricetta originale s'è rivelata essere qualcosa di indescrivibile: il sapore forte di timo e bacche di ginepro contrastava il sapore forte e selvaggio della carne di cervo ma si sposava alla perfezione con il dolce della salsa di mirtilli, creando un connubio che va provato per sapere com'è. Molto svedeseggiante, di sicuro non un piatto estivo, ma lo rifarei 100 volte anche per la praticità e la velocità di preparazione. Tra l'altro ho letto che la salsa di mirtilli, oltre che con la cacciagione, sta bene anche col maiale quindi va provata. E soprattutto, esiste anche la salsa bbq ai mirtilli, che penso sia la fine del mondo.

Il magic dust rub ci stava bene, dava un tocco un po' arabeggiante a causa del cumino, ma non stava benissimo con la salsa ai mirtilli. Mentre la droga di mia suocera ci stava bene, ma è un po' leggerina per una carne così tosta. Tuttavia, a causa del burro e del poco sapore del rub, era l'unica che ha assorbito un po' di smoking flavour.
La cottura a 55°C del cervo è perfetta: una cottura un po' più che al sangue che l'ha lasciato morbidissimo ma non eccessivamente crudo.
La prossima volta voglio provare cosa succede se non faccio la marinatura, per sentire se si sente ancora di più il sapore di selvaggina, che si sentiva ma non era marcatissimo.

Insomma, roba buona. E col vino rosso peso dell'Alta Badia mi ci sono pure un po' sbronzato.


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