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La mia ultima Raclettata |
Guardate la foto e ditemi se non è una cosa ganzissima. Immaginatevi questo ben di Dio e immaginateci una sala di commensali che si cuoce la roba sulla pietra ollare a piacimento. E scusatemi per il casino che c'era sulla mia tavola.
Questa foto è la preparazione della mia ultima Raclettata, in cui potete vedere cosa vi servirà.
Sì, perchè la raclettata è questa, alla fine, una specie di rito che viene inventato in Svizzera e poi diffuso nel mondo, con cui offrire una cena diversa dal normale a degli ospiti, o con cui godersi qualcosa di particolare in casa coi propri familiari.

Inventate un po' cosa vi pare, non ci sono limiti per la roba da buttarci sopra, basta cuocere qualcosa.
Sotto, invece, ci va il vero protagonista della nostra raclettata, il formaggio. Bisognerebbe usare il Raclette tagliato a fette quadrate, un formaggio svizzero dal sapore leggermente amarognolo che si scioglie con facilità, ma se non lo trovate potrete anche usarne altri: toma piemontese, fontina, edamer, insomma basta che si sciolgano. Le palettine servono per mettere le fette di formaggio sotto alla resistenza, questa le scioglie e poi con delle altre spatoline che di solito sono fornite insieme all'apparecchio, lo versate sul cibo che vi siete preparati.
Altra parte importante della cena sono le patate: bollite intere, possibilmente con la buccia, le aprite in due e ci buttate il formaggio fuso, e poi sopra ogni ben di dio. Anche lo speck grigliato sulla piastra è una grande idea, ci sta bene e rende le patate+raclette+speck una vera maialata. Se poi ci mettete il bacon siete da denuncia.
Accompagnate il tutto da salsine e pinzimoni per condire la ciccia e le verdure.

Esiste anche la versione mini (vedi foto), quella per due persone: se volete fare colpo su qualcuno, è l'ideale.
Dateci dentro!
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